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Classifica Mondiale della libertà di stampa. PDF Stampa E-mail
Scritto da grez   
mercoledì 14 dicembre 2005

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Quarta classificazione mondiale della libertà della stampa.

Reporters senza frontiere pubblica la sua
quarta classificazione mondiale della libertà della stampa.

Democrazie occidentali in arretramento; gli Stati Uniti perdono più di venti posti!

 

 

 


Corea del Nord, Eritrea, Turkmenistan: i buchi neri dell'informazione nel mondo Democrazie occidentali in arretramento; gli Stati Uniti perdono più di venti posti.

In coda di gruppo, la Corea del Nord (167e ed ultima posizione), Eritrea (166e) ed il Turkmenistan (165e) costituiscono veri buchi neri dell'informazione.

In questi paesi, la stampa privata non esiste e la libertà d'espressione è nulla.

I giornalisti dei mass media ufficiali non fanno che trasmettere la propaganda dello Stato.
Qualsiasi divergenza è rigorosamente repressa. Una parola di troppo, un nome male compitato, un commento che si allontana dalla linea ufficiale possono condurre un giornalista in prigione o attirare su lui i fulmini del potere. Molestia, pressioni psicologiche, intimidazioni e sorveglianza permanente sono allora di messa.

L'Asia orientale (Birmania (163e), Cina (159e), Vietnam (158e), Laos (155e)), l'Asia centrale (Turkmenistan (165e), Uzbekistan (155e), Afganistan (125e), Kazachstan (119e)) ed il Medio Oriente (Iran (164e), Iraq (157e), Arabia Saudita (154e), Siria (145e)) sono le regioni più difficili al mondo per l'esercizio della libertà della stampa.

In questi paesi, la repressione delle autorità o la violenza esercitata da gruppi armati nei confronti della stampa impediscono ai mass media di esprimersi liberamente.

L’Iraq (157e) è peggiorato rispetto al 2004, a causa dell'aggravamento della situazione di sicurezza dei giornalisti.

Almeno 24 professionisti dei mass media sono stati uccisi in questo paese dall'inizio dell'anno 2005, che fa di questo conflitto il più mortale dalla fine della seconda guerra mondiale: riassumendo, 72 giornalisti e collaboratori dei mass media sono stati uccisi dall'inizio della guerra, nel marzo 2003. in compenso, sempre più paesi africani o latino-americani (il Benin (25e), la Namibia (25e), El Salvador (28e), il Capoverde (29e), l'Isola Maurizio (34e), il Mali (37e), il Costa Rica (41e) o la Bolivia (45e)) scivolano a posizioni molto onorate.

"Per stabilire questa classificazione, Reporters senza frontiere ha chiesto alle sue organizzazioni partner (14 associazioni di difesa della libertà d'espressione disperse sui cinque continenti), alla sua rete di 130 corrispondenti, a giornalisti, dei ricercatori, dei giuristi o dei militanti dei diritti dell'uomo di rispondere a 50 domande che permettono di valutare la situazione della libertà della stampa in un paese. 167 nazioni vi appaiono, i diversi sono assenti, per mancanza di informazioni."
 
Per vedere la classifica mondiale e per scaricare il pdf:
 

 

 




Commenti (1)
1. 20-05-2006 15:40
Ahahahah! È una barzelletta?
Libertà di espressione che vede la Svizzera al primo posto pari-merito? Certo, i giornalisti qui possono scrivere quello che vogliono, solo che si è creata una "caccia allo scoop" ed ogni giornalista è alla ricerca della notizia di rilievo che possa dare una certa visibilità al suo nome, fino al punto di inventarsela. E la sua vittima? Se non è giornalista anch'esso, ha ben poche probabilità di poter smentire a mezzo stampa o media in generale. Non vi siete mai chiesti come mai vi sono così poche radio e tv private in Svizzera, rispetto agli altri paesi circostanti? Perchè la libertà di espressione qui fa paura. È per questo che vedere la Svizzera ai primi posti mi fa ridere.
Scritto da Scannalupo (Ospite)

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