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L’11 settembre ed i reality show PDF Stampa E-mail
Scritto da Sa   
lunedì 14 agosto 2006


Sono passati quasi cinque anni ma l’11 settembre ed i suoi lati nascosti, le verità forse non dette, le illusioni della gente e la paura che ancora tormenta il mondo inconsapevole, mi fa spesso riflettere. Quale è la verità dell’11 settembre? Davvero nessuno sapeva?

Oppure come altri sostengono gli Stati Uniti erano a conoscenza di tutto e forse addirittura sono stati complici della morte di quasi 3'000 persone? Io sono una di coloro che sono scettici tutt’oggi sull’argomento e che credono a fatica che nessuno sapesse e che soprattutto nessuno potesse fare nulla.

Ma come è possibile che una potenza come gli Stati Uniti non ha potuto evitare questa tragedia? Come è possibile che i servizi segreti americani non sapessero nulla fino al giorno della tragedia ma che poi in poche ore hanno saputo nei minimi dettagli l’identità degli attentatori?

Qualcosa non mi convince ed è da tempo che cerco di informarmi sull’argomento per tentare di capire.

Questo articolo prende dunque spunto da molteplici siti internet e blog sull’argomento e questo non allo scopo di dare verità nuove o spiegazioni già sentite ma di riflettere. I siti che spiegano quali siano i molteplici punti difficilmente spiegabili dei giorni che hanno caratterizzato l’attacco al cuore dell’America sono tanti, ragion per cui reputo che non sia necessario richiamarli ora. Quello che vorrei, come detto più volte, è riflettere e cercare di capire in che mondo viviamo.

Un mondo di verità oppure un mondo stile “The Truman Show”, dove la realtà apparente è in realtà una macchinazione derivante dall’esterno? So che forse vi potrà sembrare assurdo discorrere ancora sull’argomento, ma a pochi giorni dall’apparente sventato attacco terroristico in Inghilterra, le domande mi ritornano ed un senso di rabbia mi avvolge dentro.

Ci stanno facendo vivere in un mondo del terrore ma davvero questo terrore è giustificato? Presidenti di nazioni importanti perdono di potere e di consenso fra il popolo, ed ecco che appare un attentato o che i servizi segreti del suddetto Paese riescono a scoprirlo a poche ore o addirittura minuti dalla sua concretizzazione. “Qualcuno” intende avere petrolio ed ecco che un attacco terroristico viene utilizzato come pretesto per giustificare una guerra.

I media parlano di un attacco terroristico sventato, ed ecco che nessuno si interessa più alla situazione in Libano. Qualcuno..Qualcuno. Ma chi è questo qualcuno? E che ruolo abbiamo noi? So che è patetico e che questa frase non gode di una grande originalità, ma mi pare che la popolazione mondiale sia una sorta di pedina utilizzata per la messa in opera di un gioco di società: molte pedine, pochi giocatori e soprattutto obiettivi di gioco precisi. Precisi come lo sono la voglia di potere, di ricchezza e di conquista.

Non fraintendetemi: il terrorismo esiste e spaventa anche me.

Mi spaventa molto ma quello che mi rende ancora più insicura quando inizio a riflettere è che oltre a ciò noi, gente comune, non sappiamo troppe cose e viviamo in un mondo di segreti che stanno mutando la nostra vita senza via di scampo. Non mi piace questa situazione, non riesco a reggere questo.

Uno dei diritti fondamentali è quello della libertà di espressione, di parola: ma come è possibile usare realmente questo diritto se non sappiamo esattamente su cosa discorrere, se non sappiamo quale è la verità sulla quale farci un’idea?





Commenti (1)
1. 11-06-2008 10:30
MLT STRANO
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Scritto da SAILOR MOON (Ospite)

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